Fornitore, a livello internazionale, di soluzioni per il controllo degli accessi, dalle serrature alle soluzioni di apertura intelligenti, Assa Abloy studia prodotti innovativi, in grado di coniugare protezione, comodità e sicurezza. Il processo produttivo è locale e la filiera comprende specializzazione, linee produttive robotizzate e un indotto di oltre 80 aziende terziste sul territorio. Assa Abloy riunisce marchi storici del mercato italiano, come Mab, Corni, Gardesa, Valli&Valli, e marchi globali come Yale, Mul-T-Lock e Abloy stesso. Filo conduttore di ogni marchio e tratto distintivo delle politiche aziendali, l’attenzione verso l’ambiente, come conferma l’intervento di Charles Robinson, Sustainability Manager per Europa, Medio Oriente e Africa, in merito alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).

 

Da dove nasce l’attenzione di Assa Abloy verso l’analisi del ciclo di vita dei propri prodotti, in vigore da anni?

Per noi è di primaria importanza avere una visione olistica dei prodotti che proponiamo. Vogliamo avere una panoramica sul percorso di un prodotto dal suo concetto iniziale fino alla fase di utilizzo e fine vita. Questo ci consente di ottimizzare in qualsiasi fase l’impronta ecologica e sulla base di queste analisi possiamo ridurre il consumo di materiali, incrementare il contenuto di riciclato, ridurre il consumo energetico nei processi di produzione e migliorare la logistica. La fase di utilizzo e di manutenzione di un prodotto è di particolare rilevanza e in questa fase vogliamo migliorare l’efficienza energetica, la possibilità di upgrade e il potenziale di riuso o riciclo di un prodotto. Le analisi del ciclo di vita ci aiutano a raggiungere questi obiettivi. In futuro vorremmo arrivare a chiudere il nostro ciclo di vita, e ridurre al minimo la produzione di rifiuti.

Gli studi di LCA, Life Cycle Assessment, sono lo strumento di base che ci supporta nell’ottimizzare i prodotti e il loro utilizzo e, inoltre, sostiene i nostri clienti nel ridurre l’impatto ambientale dei loro edifici (per esempio tramite un’efficienza energetica ottimizzata) e i loro costi operativi.

 

Gli studi LCA sono la base delle EPD, di grande interesse per la vostra azienda. Che valore hanno le certificazioni EPD per Assa Abloy?

Le EPD creano trasparenza, rivelando con precisione cosa è contenuto in ogni prodotto. Ci sono migliaia di green label a livello globale ma le EPD si differenziano perché sono basate su ISO 14025 ed EN 15804, standard internazionali verificati da parti terze indipendenti e riconosciuti dai più importanti protocolli di green building. Le EPD forniscono sia a noi che ai nostri clienti un alto livello di integrità e credibilità.

Quali ordini professionali usano con maggior frequenza le EPD?

Architetti e società d’appalto, ad esempio, richiedono sempre più spesso EPD per i loro progetti di green building. Ci sono inoltre produttori, di cui siamo fornitori, che vogliono rendere più trasparente i propri prodotti e soluzioni. Le EPD possono fornire punteggi aggiuntivi in sistemi di certificazione di green building, quali LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e DGNB (German Sustainable Building Council).

 

Se dovesse confrontare i diversi schemi di green building, quale sarebbe di maggiore rilevanza per la vostra organizzazione?

Assa Abloy è leader globale con 46.000 dipendenti in 90 paesi. Proprio per questa presenza capillare non possiamo identificare un unico schema importante. Negli Stati Uniti è LEED e nella regione DACH (Germania Austria, Svizzera) è ovviamente il DGNB. In Gran Bretagna il top label è il BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method). Il nostro obiettivo principale, indipendentemente dai singoli schemi di green building, è contribuire alla prestazione ambientale degli edifici in generale

 

Che ruolo hanno le EPD nella vostra strategia di comunicazione?

La trasparenza è un tema trasversale per la nostra azienda e non si applica solo ai nostri prodotti; l’azienda dal 2005 pubblica ogni anno un Rapporto di Sostenibilità conforme alle linee guida del Global Reporting Initiative (GRI); la sostenibilità è integrata nella nostra cultura aziendale e le EPD valorizzano un percorso già in atto.

 

Dove e come rendete accessibile al pubblico le vostre EPD?

Le nostre Dichiarazioni di Prodotto sono disponibili online su varie piattaforme, inclusi i nostri siti web regionali e altri canali media. Sui nostri siti abbiamo dedicato alla sostenibilità e alle informazioni sulle EPD e sul green building un’intera sezione, dove possono essere scaricate anche tutte le nostre certificazioni. Svolgiamo un’intensa attività di pubbliche relazioni tramite i nostri canali, scriviamo articoli per riviste di settore, pubblicizziamo le nostre iniziative sui social, nello specifico su Facebook, Twitter e LinkedIn. Ovviamente le nostre EPD si trovano anche sul sito di IBU (Institut Bauen und Umwelt).

 

Come sfruttate le EPD per scopi marketing e commerciali?

Abbiamo introdotto processi coordinati per utilizzare al meglio le EPD nelle vendite e il nostro obiettivo è far capire agli stakeholder i benefici derivanti dalle dichiarazioni ambientali. Le EPD, infatti, sono strumenti relativamente nuovi e ancora sconosciuti per tanti, per questo cerchiamo di trasmettere le informazioni rilevanti in modo semplice e vorremmo anche dimostrare come permettano di ottenere punteggi più alti nei protocolli di certificazione per i green building.

 

Vi occupate quindi anche di formazione per i dipartimenti Marketing e Sales?

Sì, organizziamo workshop interni e programmi di formazione. All’esterno, invece, pubblichiamo approfondimenti e stiamo lavorando su un nuovo video. L’idea è di fornire una panoramica sintetica su cosa sono le EPD, quali sono i benefici che ne derivano e perché è importante comprenderle meglio.

 

Avere a disposizione le EPD può trasformarsi anche in un vantaggio competitivo?

A livello di gruppo abbiamo già sviluppato circa 250 EPD specifiche e per quanto io ne sia a conoscenza, non ci sono molti produttori, a livello internazionale, con un numero così alto di certificazioni. Anche se l’EPD non è uno dei nostri driver principali, è uno strumento efficiente e in grado di differenziarci sul mercato.

 

Come mai siete interessati all’automatizzazione dello sviluppo di EPD?

Vorremmo sviluppare EPD su più prodotti e più mercati perché, in questo modo, i processi sarebbero più veloci e semplici. Si tratta di un obiettivo ambizioso, considerato il numero dei nostri prodotti e la dimensione della nostra organizzazione. Proprio per questo stiamo esplorando la possibilità di automatizzare l’intero processo e in questo percorso ci sostiene thinkstep, società specializzata in LCA e in soluzioni software per la sostenibilità.

 

Come state affrontando il percorso verso un processo automatizzato?

Abbiamo iniziato a lavorare con thinkstep tre anni fa nell’ambito di un progetto pilota in cui abbiamo sviluppato cinque EPD per sedi di Assa Abloy localizzate in diverse parti del mondo. All’epoca poche persone della nostra azienda sapevano cosa fosse esattamente le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto e come si potesse usarle. Di conseguenza il primo passo dell’operazione è stato diffondere le informazioni internamente. Nella seconda fase del progetto thinkstep ha sviluppato numerose EPD per noi e ora stiamo lavorando sull’automatizzazione con l’aiuto di un EPD Creator.

 

L’automatizzazione fornisce informazioni ambientali specifiche e verificate?

Sì, abbiamo osservato un flusso di informazioni molto dettagliate nella progettazioni di edifici green. I progettisti vogliono sapere esattamente come influisce il Carbon Footprint di un prodotto sulla prestazione ambientale del loro edificio ed è molto interessante vedere da vicino lo sviluppo di ogni dettaglio.

 

Come giudica il beneficio economico derivante dall’automatizzazione?

È semplicemente più economico ed efficiente rispetto al generare EPD singole in elevate quantità e a ritmi serrati: l’automatizzazione ci consente di produrre EPD personalizzate su larga dimensione offrendo enormi benefici ai nostri clienti.

Per sapere di più sullo sviluppo automatizzato di EPD